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Arte e cultura

L'aspetto odierno del centro storico di Umago  non rivela affatto le animate vicende del suo passato. La forma urbana, che andò evolvendosi seguendo la configurazione dell'isola su cui sorgeva, risale ancora al medioevo. La cinta urbica seguì il profilo delle sponde dell'isola e racchiudette completamente l'area all'interno della quale, occupando quasi tutto lo spazio disponibile, si formarono gli isolati residenziali composti da edifici dotati di più vani e divisi tra loro da stretti e angusti vicoli. Alle principali vie di comunicazione cittadine, disposte longitudinalmente in direzione est-ovest, tuttora visibili in modo sporadico, si congiungevano temporaneamente percorsi stradali minori orientati nord-sud. Un horror vacui tipico dell’età medievale che, nonostante tutti gli interventi edilizi effettuati nelle epoche successive, rimane ancor oggi la principale caratteristica del centro storico.

Di seguito vengono riportati alcuni luoghi di interesse che rispecchiano la ricca storia di Umago:

1. Torchio

Datato alla fine del III secolo, il torchio per la produzione dell’olio di oliva fu reimpiegato come fondamenta per tutte le costruzioni successive erette nel centro storico (tutte e tre le chiese, il campanile, la cisterna, le abitazioni che sorgono in piazza Venezia, nelle vie Fiume, M. Bembo ed Epifanio).  

2. Torri

A partire dal medioevo in città si poteva entrare attraverso una torre portaia a tre piani dotata di merlature e di ponte levatoio. I resti di tale imponente costruzione sono tuttora visibili al livello più basso del pianterreno dell'edificio sito in via Garibaldi accanto al Municipio. Il tratto dell’antico sistema difensivo di maggiore impatto visivo è il bastione occidentale che ha mantenuto l’aspetto gotico-rinascimentale. Sul suo lato est sono visibili finestre gotiche murate, mentre su quello ovest, subito sotto il tetto, si notano le merlature, anche esse murate. Le strutture originarie di questo edificio, messe in luce mediante indagini archeologiche, sono visibili nel pavimento del pianterreno. Il bastione, oggi sede del Museo civico, durante i burrascosi secoli intercorsi dal medioevo sino ad oggi, ricevette diverse destinazioni d’uso, da quella difensiva a episcopio fino a quella residenziale. I resti di altri due bastioni rettangolari e di uno semicircolare si sono conservati lungo la passeggiata cittadina meridionale.

3. Chiesa parrocchiale e campanile

La chiesa parrocchiale di Umago consacrata all’Assunzione della Vergine e a S. Pellegrino, che assieme al relativo campanile domina l’odierna sovradimensionata piazza principale, è una costruzione barocca con la facciata incompiuta, realizzata in concomitanza all’influsso dei nuovi mutamenti stilistici portati dal Settecento veneziano. 

4. Chiese di S. Martino e S. Michele

La Umago medievale, nonostante le dimensioni ridotte, fece erigere altre due chiese più modeste: S. Martino nell’estrema parte occidentale del suo territorio urbano e S. Michele nel cuore del centro storico. 

5. Cisterna

Oltre alla chiesa e al rispettivo campanile, tale spazio ospitava anche la loggia cittadina, il municipio (palazzo del podestà) e la cisterna pubblica.

 

 

 

6. Locali abitativi sul lungomare di San Pellegrino

Senza eccezioni, tutti gli edifici residenziali ubicati lungo il tracciato dell’odierno lungomare, noto anche come lungomare di S. Pellegrino, sorsero sul tratto meridionale della cinta muraria. La loro costruzione fu possibile solo quando cessò la minaccia del pericolo diretto dal mare e dunque non prima del 1380, anno in cui fu firmato il trattato di pace con Genova.

7. Palazzo della famiglia De Franceschi

La casata patrizia dei de Franceschi, giunta in Istria dopo la perdita dei possedimenti sull’isola di Creta nel 1669, costruì a Umago la propria residenza oggi riconoscibile solo dallo stemma (entro una cornice particolarmente solenne di foglie è raffigurato un leone rampante con il volto umano e una stella a cinque punte) situato sulla facciata. Tra gli stemmi dell’aristocrazia umaghese questo è uno dei rari esemplari rimasti nella sua ubicazione originaria.

8. ​Sarcofago paleocristiano

La facciata della costruzione in via Epifanio è abbellita da una decorazione di particolare pregio. Si tratta di un sarcofago paleocristiano del VI secolo. Il nome della via in questione, nonché il sarcofago, secondo la tradizione si riallacciano all'origine umaghese del patriarca di Grado Epifanio (attorno al 650). Nella stessa via è immurato anche lo stemma del podestà Vitale Giorgi del 1740 che, fino al 1924, ornava quale semplice decorazione la facciata del municipio. 

9. Elementi storici sugli edifici

Nella maggior parte dei casi, la ristrutturazione di edifici vetusti secondo le nuove tendenze architettoniche prevedeva l’eliminazione oppure il reimpiego degli elementi costruttivi decorativi delle facciate. Un esempio interessante è offerto dal riutilizzo delle componenti di una bifora gotica che, dopo la demolizione dell’edificio originario nel XX secolo, venne inserita nella nuova costruzione sotto forma di bifora cieca. Il reimpiego sconsiderato di tale elemento architettonico trascurò in maggior misura la sua originaria destinazione funzionale e decorativa.

10.  Albergo al Leon D'Oro

È evidente che l’intera attività edilizia, soprattutto in seguito alla demolizione dell’ormai pericolante cinta muraria nel XIX secolo, si era concentrata nel settore settentrionale della città. In questo tratto Umago continuò ad ampliarsi conquistando nuovi spazi mediante l’interramento della costa e già all’inizio del XX secolo vi si eressero nuove costruzioni come, ad esempio, l’Albergo al Leon D’Oro. 

11. Palazzo Manzutto

Il primo edificio residenziale significativo ad essere costruito nella parte nord fu il palazzo Manzutto , ubicato nell’odierna Via Commerciale. I Manzutto furono i primi tra le famiglie umaghesi in vista a voler erigere la propria dimora nello spazio compreso tra le due cinte murarie demolite. Il palazzo si presenta come la tipica casa di una famiglia borghese benestante dell’inizio del XX secolo, con un parco che si apre verso il mare. Nonostante tutti i rimaneggiamenti successivi la facciata del palazzo Manzutto tuttora emana lo spirito del periodo in cui venne costruito.

12. Resti della chiesa dell'Addolorata

In tempi passati le chiese venivano costruite all’interno della cinta muraria, ma anche nelle aree cittadine periferiche. Sui margini orientali suburbani di Umago, in prossimità del secondo tracciato delle mura difensive, lungo la strada che dalla città conduceva verso i campi, sorgeva la chiesa medievale dell’Addolorata . Durante la costruzione del secondo anello difensivo nel 1333, si tenne conto del fatto che il luogo di culto e l’annesso convento venissero inseriti al suo interno e che fosse garantito un accesso diretto al complesso senza dover passare per la città. La prima attestazione della chiesa, in origine consacrata agli apostoli Giacomo e Bartolomeo, risale al 1343 quando, assieme al convento e all’ospizio, fu affidata all’omonima confraternita. Dal 1483 dell’edificio sacro si occuparono i Serviti che propagavano la venerazione del culto di Maria. Nel 1573 fu edificata la cappella dell’Addolorata, consacrazione che con il tempo divenne la vera e propria intitolazione della chiesa. 

13. Chiesa di S. Rocco

La costruzione della chiesa di S. Rocco, costruita nel 1514 tra le due cinte murarie della città , rappresenta l'inizio del nuovo evo a Umago. La chiesa fu eretta dall'omonima confraternita proprio per proteggere la città dalla peste, ma tale speranza purtroppo fu vanificata. 

 

14. Chiesa di S. Pellegrino

Quanto fu importante la figura di S. Pellegrino per Umago si può meglio dedurre dalla chiesa dedicata al santo, nonché da altri due edifici di culto più antichi, verosimilmente a lui consacrati, le cui vestigia si trovano al di sotto dell’odierna chiesa parrocchiale. S. Pellegrino, patrono della città, è uno dei protomartiri uccisi durante le persecuzioni dei cristiani da parte di Diocleziano, verso la fine del III o l'inizio del IV secolo. 

15. S. Lorenzo

La località di S. Lorenzo deve il suo nome all'omonimo edificio di culto ubicato proprio al centro dell'abitato. La chiesa fu presumibilmente costruita in età medievale sopra i resti di antiche murature. 

16. S. Giovanni

Il territorio su cui sorge l'attuale insediamento di S. Giovanni della Corneta  fu abitato senza soluzione di continuità ancora dalla protostoria. I più antichi reperti sono stati rinvenuti sul promontorio di Finida nella zona di Gromače, ove in tempi remoti sorgeva uno dei rari insediamenti dell’età del bronzo sulla costa del mare . I casuali ritrovamenti di età antica furono messi in luce già alla fine del XIX secolo  (una tomba con corredo costituito da monili d’oro, monumento funerario di Gaius Plotius) sono chiare attestazioni della ricchezza e della rilevanza dell’insediamento nell’antichità. 

17. Possedimento della famiglia De Franceschi a Seghetto

La nascita di grandi latifondi, portatori della moderna agricoltura nel XVIII e nel XIX secolo, è legata principalmente alla famiglia De Franceschi che nel 1720 acquistò un possedimento da Catarina Bernardo Valier a Seghetto.  Tali terre rappresentarono il nucleo dal quale si diffusero tutte le conoscenze d'avanguardia sull'agricoltura e sulla produzione rurale. 

18. Petrovia

L'insediamento rurale di Petrovia, concentrato attorno alla piazza maggiore, si distingue per una serie di edifici minori dotati di ballatoi (case Tomizza, Abrami, Fachin-Coslovich, Usco) tra i quali svetta il palazzo dei conti Marcovich. La prima attestazione di Petrovia risale al 1210, ma il vero nuovo sviluppo si ebbe appena nel 1639 con l'arrivo della popolazione dalmata fuggita davanti all’avanzata dei Turchi. Nel 1647 i nuovi abitanti commissionarono la costruzione della chiesa consacrata a S. Stefano costituita da un modesto edificio rettangolare con addossato il campanile a sé stante.

19. Materada

A Materada, il cui nome fu reso noto nell'Europa letteraria dallo scrittore Fulvio Tomizza, si trovano le uniche due epigrafi vergate in caratteri glagolitici (rispettivamente del 1531 e del 1535) del territorio umaghese . I due monumenti lapidei, pertinenti alla prima fase della costruzione della chiesa consacrata alla Madonna della Neve, si possono vedere nella sacrestia della chiesa parrocchiale.   

 

 

20. Madonna del Carso

Il palazzo Sossa a Madonna del Carso è un esempio straordinario di architettura residenziale tardobarocca con un asse decorativo verticale centrale che si manifesta nel portale e, innanzi tutto, nei due pseudo balconi ubicati sopra quest’ultimo. Stipiti e architravi in pietra sono trasformati in pregiati fregi mediante motivi decorativi vegetali formanti ghirlande che paiono prese dai coevi altari. 

21. Chiesa di S. Nicola a Clia

La chiesa di S. Nicola a Clia, di semplice forma regolare con un campanile a vela sulla facciata, fu probabilmente costruita sopra i resti di una chiesa più antica dedicata a S. Marco. Questo modesto luogo di culto custodisce un altare ligneo intagliato, tipico esempio del cosiddetto altare veneziano caratterizzato da una composizione architettonica realizzata nel pieno rispetto delle regole del tardo rinascimento, ossia del manierismo. La cornice architettonica consiste esclusivamente di elementi verticali portanti e di quelli orizzontali portati. Le colonne, decorate da un bassorilievo di girali di vite, terminano con capitelli corinzi sui quali poggia una trabeazione riccamente articolata divisa in due registri. Le tre edicole ospitano le statue lignee dei SS. Marco, Nicola e Pellegrino. 

22INSULAE SEPOMAIAE

Si ritiene che l'intera Sepomaia fosse un ampio latifondo di età romana ben organizzato e suddiviso in diversi possedimenti minori, ognuno dei quali amministrato da un amministratore. Nel perimetro dell’antico insediamento, cosparso di numerosi siti di età antica e tardoantica, si riscontrano diversi toponimi Zambrattia, Sipar, S. Margherita, i promontori di Tiola, Catoro e Muntarol. Si tratta principalmente di resti architettonici (muri, pavimentazioni, piscine, moli d’attracco, cisterne, mosaici…) e reperti mobili quali, ad esempio, frammenti di anfore, di vasi fittili di diverso tipo, di vetro, di reperti in ferro e bronzo.

23. Porto Salvore

I motivi che portarono alla costruzione di un porto a Salvore andrebbero individuati innanzi tutto nelle caratteristiche morfologiche dell’insenatura, nella profondità del mare e nella posizione di riparo. Questo era l’unico scalo della zona con le acque relativamente fonde e con un accesso più sicuro vista la disposizione degli scogli affioranti e delle secche. I porti di Sepomaia (Zambrattia, Sipar e Porto settentrionale a Catoro) erano molto meno profondi e con numerosi scogli sottomarini e, dunque, non adatti all’attracco di grandi navi. Quello di Salvore era anche l’ultimo scalo sulla rotta di navigazione lungo l’intera costa adriatica orientale da e verso Aquileia.

24. Borosia

Assieme al porto si sviluppò anche il rispettivo insediamento, pertanto l’attuale penisola di Borosia è letteralmente “tappezzata” di resti architettonici, muri, pavimenti, mosaici e tegole di età romana che riaffiorano ogniqualvolta vengono eseguiti gli scavi per la costruzione di qualche infrastruttura. La conservazione di tali vestigia si deve all’assenza di attività edilizia che nel XX sul lato settentrionale del porto secolo ha invece completamente distrutto l’insediamento di età romana. 

25. Chiesa di S. Giovanni Evangelista

Il primo riferimento alla Chiesa di S. Giovanni Evangelista risale al 1177 dopo la celebre battaglia di Salvore, quando il papa Alessandro III, in seguito alla vittoria dei Veneziani, concedette alla chiesa le indulgenze. Questo edificio romanico dell’XI secolo, in origine trinavato, fu più volte interessato da interventi di ristrutturazione. Il primo rimaneggiamento, effettuato a cavallo tra il XIV e il XV secolo, impresse all’edificio un aspetto gotico in accordo con le tendenze di quel periodo storico. 

26. Chiesa di S. Lorenzo a Salvore

La zona di Valfontane è oggi conosciuta per la chiesa di S. Lorenzo del XII secolo , un edificio rettangolare con abside semicircolare sporgente e il campanile a vela. Tra le chiese analoghe in Istria spicca per la decorazione sulla facciata consistente di piccole arcate cieche. Come si può dedurre dal toponimo in questa zona si trovavano fonti d'acqua, necessaria per qualsiasi forma di vita, motivo per cui non deve meravigliare l’esistenza di resti sporadici di epoca antica e tardoantica diffusi in tutto il territorio e persino sotto la stessa chiesa attuale.

27. Chiesa di S. Pietro a Monterosso

L'abbazia benedettina, ossia il monastero con la chiesa di S. Pietro a Monterosso , è costruita sopra un castelliere dell'età del ferro . La posizione caratteristica per la formazione di un castelliere protostorico non è per niente consueta per un complesso monastico.

28. Stanzie

UNell'entroterra dell'intero litorale umaghese, soprattutto in quello di Salvore, a partire dal XVII secolo e particolarmente nei secoli XVIII e XIX, si sviluppò un modo di vivere e abitare nei poderi caratteristici di questa zona - stanzie. Tali realtà, sia nel caso di grandi possedimenti agricoli, che nel caso di piccoli poderi colonici, consistevano in un edificio residenziale dotato di strutture produttive (granaio, cantina dei vini, stalle, colombaia, forno per il pane, cisterna...).

29. Faro di Salvore

Il faro di Salvore  è il più antico faro ancora in funzione su entrambe le coste adriatiche. Fu costruito nel 1818, in meno di un anno, su progetto del celebre architetto Pietro Nobile. L’edificio cilindrico, realizzato di sbozzati blocchi regolari in pietra locale, raggiunge i 36 metri di altezza ed emana un fascio di luce che copre una distanza fino a 18 miglia nautiche. 

30. Parenzana

Nel tratto tra Trieste e Parenzo, compreso anche il territorio di Salvore, dal 1902 al 1935 si viaggiava con una ferrovia a scartamento ridotto chiamata Parenzana. Il collegamento ferroviario, a prescindere dal fatto che per percorrere la tratta di 123 km ci volevano ben sei ore, ricopriva una notevole importanza economica per questi paesi. Durante il regime di Mussolini i binari furono smontati e trasportati via mare verso l’Abissinia. Secondo la tradizione non vi arrivarono mai perché la nave colò a picco nel Mediterraneo. Lungo il tracciato della ex ferrovia si sono conservate numerose infrastrutture come ponti, viadotti e gallerie. Oggi vi sono impostate le piste ciclabili e da trekking. La casetta della stazione di Zupellia è una testimonianza del vecchio percorso ferroviario.

31. Ville austroungariche

Alla fine del XIX e all'inizio del XX secolo su tutto il territorio umaghese iniziarono a comparire case di villeggiatura e ville ad esclusiva destinazione turistica. La maggior parte di strutture, dette anche ville austroungariche, fu costruita nella zona di Salvore (Volparia, Bassania, Zambrattia); esse furono caratterizzate da una certa rigidità storicistica e da una sistematica uniformità in qualche caso mitigata solo da stucchi decorativi.
Nella zona di Umago durante tale ondata di edilizia turistica sulla Punta fu costruito l’albergo che durante la sua esistenza cambiò diversi nomi (Villa al Mare, Roma, Umago, Stella Maris, Beograd). Oggi, trascurato e in stato di abbandono, attende i tempi migliori.

32. Museo civico di Umago

Il Museo civico di Umago ha sede nella torre medievale nota anche come Torre del Vescovo. Eretta a cavallo tra il sec. XIII e il sec. XIV faceva parte delle strutture difensive dell'abitato. 

33. Galleria multimediale della Città di Umago

Ubicata in Piazza Marija e Lina, la galleria multimediale della Città di Umago è stata inaugurata nel luglio 2016 , e a tutti i suoi visitatori offre una vasta gamma di mostre di artisti contemporanei nazionali e internazionali.

34. Galleria Marin

Accanto ai monumenti legati al patrimonio storico, il centro di Umago vanta anche un altro luogo di interesse: la Galleria d’arte Marin. Situata all'interno delle vecchie mura e incastonata tra le palazzine circostanti, sin dalla propria inaugurazione nel 1997 questa galleria moderna ha organizzato molteplici esposizioni ed eventi culturali, prestando particolare attenzione alla produzione artistica contemporanea. Qui sono state esposte opere di grandi rappresentanti sia croati che stranieri dell'arte astratta della seconda metà del XX secolo. Degni di nota sono, ad esempio, il pittore Edo Murtić e lo scultore Dušan Džamonja, le cui opere sono presenti in collezioni e musei di tutto il mondo, ma anche Vlasta Delimar, che si distingue per le sue performance intriganti, e molti altri celebri pittori della giovane generazione.

35. Galleria "Marino Cettina"

La Galleria Dante, oggi Galleria Marino Cettina, è una delle prime gallerie private nell'Europa dell'est. La galleria opera nel campo delle arti figurative moderne e sperimentali. La galleria al momento non ha un locale per l'esposizione, ma opera a livello di presentazione e vendita delle opere d’arte, posizionamento e sviluppo dei singoli artisti nel Paese e all'estero. La galleria prende il nome dal suo fondatore Marino Cettina, prematuramente scomparso nel 1998 all'età di 40 anni. Gli occasionali eventi culturali di arte figurativa vengono organizzati da Dezi Cettina.


Fonte: Monografia della Città di Umago, 2012

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